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La PricewaterhouseCoopers punta sui Master dell’I.P.E. Intervista ad Aurelio Fedele, partner di Pricewaterhouse&Coopers Spa, e responsabile della funzione recruiting dell’area centro sud.
1) Esiste una esigenza reale del mercato del lavoro di persona le qualificato in grado di operare nei settori amministrativi, gestionali e finanziari? Esiste senz’altro un mercato interessato a occupare personale con una ottima formazione scolastica in particolare laureati in materie economiche, ancor meglio se dopo la laurea hanno seguito qualificati master in economia e finanza. Come si comporta la sua azienda? La nostra organizzazione Pricewaterhouse&Coopers ha assunto lo scorso anno 450 neo laureati e quest’anno pensiamo di assumerne circa 500. La nostra organizzazione mondiale ha oltre 150 anni di storia ed è la più grande del settore della revisione, per tale motivo, non possiamo che cercare soltanto laureati con ottime caratteristiche personali e professionali e con alti voti di laurea. Si discute molto della distanza tra formazione ed occupazione.
2) Qual è l’esperienza della Pricewaterhouse&Coopers in proposito? Ritengo che dalle nostre facoltà di economia escano ottimi studenti con una buona preparazione di base. Il nostro compito dopo averli assunti è di fornire loro una formazione specifica che si attua con corsi di formazione interna e con l’apprendimento sul campo dell’attività professionale. Tutti i nostri neo assunti prima di essere immessi nei team operativi svolgono un corso di tre settimane che viene poi ripetuto di anno in anno variandone i contenuti a seconda del livello professionale raggiunto dai singoli partecipanti.
3) Qual è, a suo avviso, il punto di forza che caratterizza la formazione dei corsisti dell’IPE? Il primo è nella selezione degli studenti, che avviene con criteri rigorosi assolutamente coerenti anche con i nostri criteri di selezione del personale. Il secondo punto di forza è dato dalla qualità dei docenti ed in particolare dall’elevato numero di docenti che rivestono cariche importanti nelle aziende dove operano. Tale aspetto fornisce agli studenti un’esperienza pratica ed estremamente qualificata che permetterà loro un più facile inserimento nel mondo delle aziende.
4) Quali suggerimenti vuole dare ai futuri partecipanti dei Master IPE? Il suggerimento è quello di sfruttare al massimo tutte le conoscenze che i docenti possono trasferire agli studenti ed impegnarsi al massimo nello studio durante il corso. Noi di Pricewaterhouse&Coopers siamo fortemente interessati ad assumere gli studenti alla fine del corso ed avendo, come precedentemente indicato, un elevato numero di persone da assumere possiamo dare una concreta possibilità di inserimento a tutti i partecipanti al corso che presenteranno doti di interesse per la nostra attività e brillanti caratteristi- che personali e professionali.
Accenture incontra gli allievi dei Master I.P.E. Intervista a Giovanni Casi, Recruiting Director Accenture spa
1) Quali sono i punti di forza della vostra azienda che spingono i candidati a proporsi? Il primo è l’essere vicino ai giovani neolaureati per aiutarli a compiere una scelta professionale sempre più consapevole, sin dall’inizio. Per questo, Accenture collabora con le più importanti università italiane nell’organizzazione di eventi in cui fornisce ai partecipanti in- formazioni mirate e approfondite sull’azienda e sulle opportunità che offre. Il secondo punto di forza è dato dalla presenza di un contesto lavorativo giovane, dinamico ed internazionale, dove le capacità e l’impegno sono premiati con una rapida crescita professionale. Le persone rappresentano per Accenture la risorsa più importante, l’elemento strategico che la contraddistingue e sul quale investe costantemente.
2) Parlando di Accenture, ci può fare qualche esempio di percorso di selezione che utilizzate? Il primo step di selezione prevede per i neolaureati la partecipazione ad un colloquio di gruppo che ha l’obiettivo di presentare l’Azienda e le opportunità di inserimento e di far emergere le capacità cognitive, relazionali e l’orientamento ai risultati. Seguono due colloqui individuali con gli Executive dell’Azienda, finalizzati a verificare l’abilità di risoluzione di casi aziendali, oltre alla motivazione e all’orientamento alla professione del consulente. La durata dell’iter è variabile (in media 4-6 settimane).
3) Quali suggerimenti vuole dare ad un neolaureato che si appresta ad affrontare un colloquio di selezione? È importante documentarsi sull’azienda, ripercorrere le esperienze passate, analizzare le attività svolte per risalire alle competenze acquisite; tutte le capacità che si sono sviluppate, anche quelle apprese in esperienze al di fuori del contesto scolastico o lavorativo, possono essere utili sul lavoro. Ascoltare con attenzione le domande per rispondere in modo chiaro e preciso, non essere mai troppo informali sia nell’abbigliamento che nei modi di fare, lasciare un’immagine positiva mantenendo un atteggiamento sereno. Infine consiglio di ave- re sempre fiducia nelle proprie capacità.
4) Quali suggerimenti vuole dare ai futuri partecipanti dei Master I.P.E.? Sfruttare al meglio le conoscenze che i docenti potranno trasferire, impegnarsi al massimo in un percorso di studi che svilupperà l’attitudine al lavoro di gruppo e valorizzerà il loro curriculum vitae. Accenture apprezza chi sa coltivare grandi sogni e al tempo stesso è in grado di affrontare le sfide quotidiane con impegno e spirito di squadra. Per questo, è importante che il curriculum e il percorso di studi diano evidenza di caratteristiche personali quali intraprendenza, determinazione, orientamento ai risultati e apertura al confronto.
Intervista a Ilaria Lerro, HR Department Kpmg advisory
1) Quali sono i punti di forza della vostra azienda che spingono i candidati a proporsi e quali sono le aree aziendali maggiormente richieste attualmente? KPMG Advisory è una società di consulenza direzionale che mette a disposizione delle proprie aziende clienti le competenze e la professionalità dei suoi dipendenti al fine di proporre soluzioni innovative alla risoluzione dei problemi e trasferire conoscenze che producano valore per le aziende, pertanto in essa le risorse costituiscono la principale ricchezza. E’ proprio questo il nostro punto di forza: incanalare tutte le nostre energie per la continua formazione delle nostre risorse in termini di sviluppo di competenze e capacità, crescita nel percorso di carriera, possibilità di apprendere ogni giorno. KPMG è una società in forte espansione, pertanto le richieste di nuove assunzioni sono continue e riguardano tutte le nostre diverse aree di business con un focus principale sui servizi finanziari e la consulenza nel settore tecnologico.
2) Quali sono le maggiori difficoltà che un neolaureato incontra una volta inserito in azienda? Un neolaureato che si affaccia per la prima volta al mondo del lavoro ha bisogno di capire esattamente come approcciare gli incarichi che gli vengono assegnati, spesso ha il timore di non essere all’ altezza, di commettere errori. Il lavoro di gruppo, la condivisione degli obiettivi di squadra, il lavorare per progetti che spesso hanno scadenze stringenti e richiedono velocità mentale nel calarsi nelle diverse situazioni che il cliente ci propone, possono talvolta apparire come difficoltosi.
3) Può darci qualche consiglio su come impostare il colloquio di gruppo durante la selezione? Il colloquio di gruppo è una metodologia di selezione ormai sempre più utilizzata dalle grandi aziende per condurre selezioni su grandi numeri e per tutti quei profili che richiedano una attenta valutazione delle capacità relazionali e di comunicazione dei candidati e la loro attitudine alla risoluzione di problemi complessi. Durante il colloquio di gruppo il selezionatore sarà particolarmente attento ad osservare il modo in cui i partecipanti entrano in relazione tra loro, lo stile di comunicazione che adottano, le capacità di ascolto. E’ importante, pertanto, concentrarsi molto sugli obiettivi del gruppo, accettare il confronto con gli altri esponendo il proprio pensiero in maniera chiara, mantenendo sempre un atteggiamento rispettoso verso gli altri. Il mettersi in mostra a tutti i costi, il voler tenere la scena anche quando non si ha nulla da dire, l’eccessiva aggressività nei confronti di chi esprime un’ idea differente dalla propria, il parlare con tono di voce eccessivamente alto sovrapponendosi agli altri, sono tutti atteggiamenti di disturbo che potrebbero risultare fastidiosi e rallentare il raggiungimento del risultato di squadra.
4) Quali sono gli errori da evitare durante un colloquio di selezione? Il colloquio è uno scambio reciproco di informazioni ed è un momento durante il quale le due parti che entrano in relazione cercano di capire se l’ uno ( il candidato) fa al caso dell’altra (l’azienda) e viceversa. E’ sbagliato pensare che sia inopportuno fare domande a chi ci sta selezionando, bisogna uscire da un colloquio con la certezza di avere tutti gli elementi necessari per poter valutare se un’ offerta di lavoro sia interessante rispetto a quello che stiamo cercando, se il contenuto del lavoro sia in linea con le nostre aspettative ed i nostri interessi, se condividiamo i valori dell’azienda.
Il colloquio va gestito con spontaneità e naturalezza, mantenendo un atteggiamento cordiale ed educato nei confronti del proprio interlocutore, è fondamentale assicurarsi che il messaggio che vogliamo trasferire a chi ci sta intervistando sia stato recepito nel modo giusto.
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